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1Backup applicato alle macchine virtuali

di Claudio Agnesani

Il servizio 1Backup attivato e gestito tramite la piattaforma Sygma di Coretech consente di eseguire backup non solo di database, file e cartelle residenti su macchine fisiche, ma anche di supportare il backup su VM come ad esempio quelle implementate con la soluzione Vmware.
In questo tutorial verrà spiegato come si esegue il backup del caso; il funzionamento di 1Backup e le sue prerogative sono stati descritti in tutorial e video ad esso dedicati su questo stesso sito.
Vanno precisate due cose per quello che riguarda il backup con 1Backup delle macchine virtuali VMware, ossia che possiamo avere due modalità di backup:

  • con VDDK;
  • senza VDDK.

Ovviamente la prima è possibile solo esclusivamente se si ha un hypervisor licenziato, mentre nel secondo caso non si può farlo.
Le differenze tra i due backup sono nel fatto che quando si utilizzano le app di VMware, quindi i VDDK, i backup successivi al primo utilizzeranno i file di backup incrementale (cdt), mentre in caso contrario si utilizzerà il file delta che permette di ottimizzare comunque il backup in cloud del dato. Comunque non è un problema.

Backup di una macchina virtuale con 1Backup

1Backup permette di eseguire il backup di dati generati da vari software e macchine virtuali, quindi possiamo fare il backup di VM Hyper-v e VMware a caldo.
Per eseguire il backup di una macchina virtuale, la prima cosa da fare è accedere alla macchina virtuale stessa dal pannello di login; nel nostro caso, evidenziato dall’immagine seguente, lavoreremo su Vmware e accediamo perciò dal client vSphere.

A questo punto bisogna identificare i file e le cartelle da sottoporre a backup e poi aprire 1Backup, facendo clic sull’icona presente sul desktop del client da cui accediamo.
Fatta la login all’agente di backup, ci si trova di fronte la schermata iniziale.
Se non è stato ancora creato l’agente di backup bisogna seguire la procedura descritta nei paragrafi seguenti.

1Backup: Installazione agente e collegamento all’account

Una volta creato l’account Sygma, bisogna spostarsi sul server e installare l’agente stesso, quindi collegarci con questo account al back-end. Si accede dunque a Sygma, quindi si va in Cloud e da qui entriamo nella sezione 1Backup con un clic sull’omonima voce di menu a sinistra (1BACKUP).

Nella finestra che appare (vedere l’immagine seguente) troviamo l’elenco degli agenti con la relativa descrizione (Short Description): qui facciamo clic su quello interessato e scarichiamo (con il pulsante a freccia in giù) l’agente interessato. A questo punto possiamo eseguire il logout.

Ci spostiamo quindi sul computer dove è stato scaricato l’agente e troveremo, nel relativo percorso, un file 1backup-server.exe: facendogli doppio clic lo installiamo e verrà avviata la relativa procedura, dove per prima cosa definiamo il tipo di installazione, ossia Server o PC. Nel caso dell’esempio, avendo creato un agente Server scegliamo di conseguenza (immagine seguente) e facciamo clic su Avanti.

Quindi nella schermata che segue accettiamo i termini di licenza, con Avanti specifichiamo il percorso di installazione e con un ulteriore clic su Avanti andiamo ad eseguire l’installazione. Alla fine della procedura facciamo clic su Fine e troveremo sul desktop l’icona corrispondente.

Facendovi clic viene visualizzata la finestra per l’attivazione dell’account, che nelle immagini seguenti è uno di prova, ma che può essere uno qualsiasi.
Eseguendo l'applicazione con doppio clic dobbiamo collegare l’agente attraverso la finestra di dialogo che appare (immagine seguente).

Definiamo quindi i parametri di connessione:

  • il Server di salvataggio (ossia dove andranno a finire i backup) nell’omonima casella;
  • le relative credenziali già create per collegare il nostro agente.
  • procediamo con un clic su Avanti (immagine seguente) per avviare l'attivazione del Backup-Set.

A questo punto avviene il collegamento al back-end. Se non è stato creato alcun job di backup, il sistema propone il wizard di creazione (immagine seguente) altrimenti mostra l’elenco dei job e chiede quale assegnare.

Il wizard consta di quattro passaggi (nome, scelta del tipo di dato, pianificazione ed encryption ossia la codifica adottata per procedere il backup). Salvata la configurazione, l’agente è pronto ad eseguire i backup e bisogna solo schedularlo. Il Service Provider provvede alla creazione dei backup-set (agenti) sugli host indicati in base alla richiesta; il backup-set viene attivato al termine dell'impostazione della chiave di crittografia. L'operazione è necessaria per terminare l'attivazione, in caso contrario nessun backup verrà eseguito.
Andando sul portale Sygma in 1Backup, facendo il refresh apparirà il nuovo agente di backup (Immagine seguente).

Creare il job di backup in 1Backup

A questo punto bisogna assegnare il job di backup, che nel nostro caso è relativo al backup della macchina virtuale VMware.
Per prima cosa facciamo doppio clic sull’icona corrispondente all’agente (per impostazione predefinita, il wizard di 1Backup la colloca sul desktop) e verrà avviata la relativa procedura, il cui primo passo è la login, fatta la quale si accede alla finestra di lavoro che riporta, nella zona centrale, l’icona arancione relativa ai Backup Impostati (immagine seguente).

Facendo clic su questa si accede alla finestra di dialogo corrispondente che riepiloga i backup schedulati; qui bisogna fare clic sul pulsante Aggiungi (chiamato Add nell’immagine seguente) così da accedere alla finestra di dialogo che ci interessa.

Qui, per prima cosa definiamo il nome da assegnare al backup e poi il tipo, accedendo al relativo menu Backup set type andiamo a scegliere Vmware Backup, giacché dobbiamo creare il job di backup per una macchina virtuale (immagine seguente).

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Selezionando questo tipo di backup, nella finestra appaiono delle ulteriori caselle specifiche con voci di menu come Version, dove bisogna scegliere il tipo di macchina virtuale (nel caso dell’esempio proposto è una Vmware ESXI); troviamo anche la casella Password (immagine seguente) di accesso alla macchina virtuale e la casella dove scrivere l’host, la porta utilizzata per accedere al server e la porta SSH.

Una volta completata la compilazione facciamo clic su Avanti (immagine seguente) e 1Backup si connette direttamente al server che ospita le macchina virtuali.

Accediamo così alla finestra Origine Backup che riporta le directory corrispondenti alle macchine virtuali disponibili (immagine seguente) dove selezionare la VM di cui eseguire il backup ponendo il segno di spunta accanto al suo nome (o a più nomi, se vogliamo eseguire il backup di più macchine virtuali) nella struttura ad albero.

Qui scegliamo la macchina virtuale facendovi sopra doppio clic e proseguiamo con Avanti, così da accedere alla successiva finestra mostrata nell’immagine seguente, nella quale si possono impostare le funzionalità del backup. Notate che facendo doppio clic sulle macchine virtuali o un semplice clic sul pulsante + accanto al nome di ciascuna, si può selezionare anche solo un hard disk o comunque un’unità di memoria di massa e sottoporre a backup solo quella. Inoltre cliccando su Settings (nella struttura ad albero) è possibile anche eseguire il backup dei ruoli definiti.

Qui scegliamo le impostazioni di programmazione del backup e procediamo cliccando su Avanti (Next) e arriviamo alla finestra mostrata nell’immagine seguente, che riporta la destinazione del backup; qui facciamo clic su Add e inseriamo come destinazione il nostro storage

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Qui possiamo definire una destinazione del backup, che non è necessariamente 1Backup ma può essere una piattaforma Cloud come quella di Amazon o di Google, ovvero un servizio FTP. Nel nostro caso scegliamo 1Backup e una volta esercitata la scelta.
Notate la possibilità si selezionare l’opzione Run Direct che è molto utile perché consente, una volta fatto il restore della macchina virtuale, di avviarla subito, ossia lanciarla direttamente dal datastore e spostarla dopo sul server, con evidenti vantaggi. Il prezzo da pagare è che con Run Direct attivata non è possibile né crittografare, né comprimere i dati di backup, per ovvie ragioni, in quanto il restore non sarebbe subito eseguibile.
Senza Run Direct sono attive sia la crittografia, sia la compressione, quindi il backup occuperà meno spazio, ma per contro non potrà essere avviato sullo storage di backup e dovrà necessariamente essere copiato sul server, decompresso e installato; il ripristino sarà più lento (perché diverrà necessaria la decompressione ) e il tempo richiesto dipenderà dall’opzione tra le due disponibili:

  • ripristino nel target originale, nel qual caso bisognerà scaricare l’intera macchina virtuale, ricostruendola sul server target;
  • avere il RAW file, ossia il VDDK locale, che dovrà poi essere montato sull’hipervisor.

Fatta la scelta del caso, con OK si arriva alla finestra Destinazione (immagine seguente) dove si può definire la modalità di backup nella destinazione scelta. Quella proposta è la schermata ottenuta lasciando non spuntata la casella d’opzione Run Direct.

Qui è possibile definire se eseguire un backup sequenziale, incrementale ecc. Poi con un clic su Avanti si va alla finestra successiva, che è Granular Restore (immagine seguente). 

La funzione corrispondente permette (se il cursore viene spostato su on) di effettuare il ripristino di singoli file, però richiede una licenza specifica. Esercitata l’opzione, facciamo clic su Next e passiamo alla finestra successiva che è Encryption o Crittografia (immagine seguente).

Se vogliamo la crittografia spostiamo il cursore Encrypt backup data su ON e si attiva il menu a tendina dove possiamo scegliere il tipo di crittografia da adottare. Fatto ciò, con Avanti si passa alla successiva finestra di impostazione.
Notate che la chiave di crittografia può essere costruita sulla base di una predefinita (la password corrispondente a Default è molto lunga e viene visualizzata una volta sola, durante l’installazione), una personalizzata ovvero dietro autenticazione (se disponibile) con password utente.
Notate anche che durante la creazione del backup, nell’invio alla destinazione e sull’unità di storage locale o Cloud dove risiederà il backup stesso, i dati saranno cifrati. L’informazione sulla chiave servirà a decifrare i dati durante il relativo restore; per l’esattezza il dato giunge criptato alla macchina su cui è richiesto il restore e lì l’agente lo decifrerà.

Va precisato che se la macchina dove è stato installato l’agente con il quale eseguiamo un backup poi si guasta, occorre installare l’agente su una nuova, solo che a questo punto il restore è più critico, in quanto l’agente chiederà la password di crittografia, che in questo caso è “cablata” all'interno dell'applicazione. In questo caso bisogna nuovamente specificare la password di crittografia nel momento in cui si tenterà il restore.

Una volta fatte le impostazioni, con un clic su Avanti si accede alla finestra conclusiva, nella quale facendo clic sul pulsante Esegui backup adesso si avvierà il backup. Se richiesto, si generano i file Delta delle entry modificate, i dati vengono criptati, compressi e inviati al server, quindi i dati temporanei vengono rimossi dalla temporary directory ed il backup viene completato.

È anche possibile rinviare il backup, cosa che si ottiene facendo clic sul pulsante Chiudi: in questo caso viene salvato il backup impostato con le relative impostazioni, e può essere eseguito in un altro momento.

1Backup: recupero e modifica del backup impostato

Se si è optato per rimandare il backup, in ogni momento è possibile, andando alla finestra principale e cliccando su Backup impostati, recuperare un backup impostato ed eseguirlo così com’è stato impostato, ovvero cambiarne le impostazioni (immagine seguente).

L’operazione apre la finestra riepilogativa dei backup impostati mostrata nell’immagine seguente, che evidenzia il job di backup appena creato.

A questo punto abbiamo due possibilità: procedere con il backup oppure, se necessario, cliccando sul nome del backup, aprire la finestra che riepiloga i parametri impostati e all’occorrenza modificarli; si tratta degli stessi parametri impostati in precedenza e di altri come il backup continuo, i criteri di conservazione ecc. (immagine seguente).

Il backup continuativo corrisponde all’esecuzione automatica, da parte dell’agente, del backup dell’origine specificata ogni volta che in essa viene rilevata una modifica, quindi un salvataggio e via di seguito; si imposta nella finestra proposta dall’immagine seguente con l’apposito cursore.

Quanto al Delta-In-File, è una funzione, ovvero il sistema con cui viene fatto il backup incrementale o differenziale (a seconda di quel che si è scelto di fare) ed è l’elemento che permette, una volta eseguito o comunque disponibile il backup completo, di verificare prima di tutti i successivi backup, quali sono le differenze tra blocco e blocco e salvare solo ciò che è cambiato. Questo permette backup più rapidi, la possibilità di ripristinare diversi punti ecc.
La voce Criteri di conservazione riguarda alcune impostazioni tra cui il periodo di conservazione dei file cancellati (immagine seguente).

Promemoria permette invece di impostare dei remind come ad esempio un avviso che ricorda di eseguire il backup impostato prima dello spegnimento del computer o all’uscita da Windows (immagine seguente).

 

Controllo della larghezza di banda è una funzione che consente di limitare l’occupazione di banda nel trasferimento al server Cloud, quindi in upload del backup, per non appesantire le altre operazioni connesse dell’ufficio.
Notate che è possibile eliminare in ogni momento il job di backup facendo clic su Elimina questo backup impostato; con il pulsante Salva salvate eventuali modifiche apportate con Cancella le annullate.

1Backup: esecuzione del backup impostato

Una volta impostato il backup, se non è stato eseguito subito dalla finestra conclusiva del wizard di creazione (pulsante Esegui backup adesso) si può mandarlo in esecuzione dalla finestra iniziale, mostrata in precedenza e riportata di seguito per comodità, mediante il pulsante Backup.

Facendovi clic si accede alla solita finestra contenente i job di backup impostati e cliccando su quello da eseguire, allorché si apre la finestra seguente, nella quale definiamo la modalità (Full, Incrementale, Differenziale) e cliccando sul pulsante blu Backup avviamo l’esecuzione.

1Backup esegue il job e ci mostra la schermata di stato, dove vediamo la progressione del backup  tramite la barra colorata di verde; la schermata è simile a quella seguente (il nome del backup sarà quello scelto tra i pianificati).

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Quando la barra sarà completa avremo terminato il backup, condizione evidenziata dalla scritta Salvataggio completato affiancata dal simbolo di spunta verde (se fosse rosso significherebbe che 1Backup avrebbe rilevato un problema).
In ogni momento, dalla schermata iniziale possiamo, cliccando sul pulsante giallo Report, vedere il rapporto sul backup eseguito e in generale su quelli eseguiti (immagine seguente).

Notate che nella finestra dei report è possibile, per ciascun rapporto di backup, vedere il log corrispondente facendo clic sul pulsante View Log, che apre la finestra proposta dall’immagine seguente.

1Backup: restore della VM

Vediamo adesso come ripristinare il backup creato: la prima cosa da fare è andare sul gestore delle macchine virtuali VMware e cancellare la macchina virtuale da ripristinare, ma non prima di averla arrestata (spenta). Nella finestra proposta dall’immagine seguente vedete lo storage sul server dedicato alla macchina virtuale.

Cliccando con il pulsante destro del mouse sull’unità di storage (siglata ds1) si vede il contenuto, che è la macchina virtuale che andremo a cancellare. Ci spostiamo nella struttura ad albero a sinistra, clicchiamo con il pulsante destro del mouse sul nome della macchina virtuale e impartiamo il comando Delete From Disk (immagine seguente)  rispondiamo Yes nella finestra di dialogo che ci appare e cancelliamo la VM. Abbiamo così simulato la condizione, ad esempio, di un danno allo storage del server con perdita della macchina virtuale installata.

A questo punto possiamo procedere con il restore: dalla solita finestra iniziale, accediamo al ripristino mediante un clic sul pulsante verde Ripristina che ci apre la finestra riepilogativa dei backup eseguiti (immagine seguente) nella quale clicchiamo sul backup che ci interessa.

Accediamo così alla finestra di selezione della destinazione dalla quale ripristinare e di scelta dell’agente, che in questo caso è quello di 1Backup, come mostra l’immagine seguente. Qui facciamo clic sull’agente 1Backup e accediamo alla finestra che contiene il riepilogo con la destinazione da ripristinare.

La finestra è proposta nell’immagine seguente e riporta le macchine virtuali disponibili per il restore; vediamo solo un backup da ripristinare, che è quello del nostro esempio, ma potrebbero essercene altri in caso fossero stati fatti. In tal caso, tramite i tre menu a tendina situati sotto la voce Select what to restore possiamo andare alla ricerca dei backup che intendiamo ripristinare.

Scelto quello di nostro interesse clicchiamo sul suo nome e lo apriamo: nel nostro caso è Kerio Control Web e la finestra riepilogativa ce ne elenca il contenuto (immagine seguente). In questa particolare situazione, per il restore abbiamo tre possibilità:

  • restore con Run Direct (perché nel caso del backup che stiamo ripristinando è attivo);
  • restore senza Run Direct;
  • restore del RAW file (ottenibile spuntando la relativa casella d’opzione) in basso a sinistra nella finestra.

Scegliendo il RAW file, scarichiamo i VDDK e ripristiniamo sul server target, quindi procediamo a un’installazione da zero, perché la VM va ricostruita sull’hypervisor.
Scelto cosa intendiamo fare, con un clic su Avanti passiamo alla schermata successiva, mostrata nell’immagine seguente, nella quale possiamo selezionare dove ripristinare la macchina virtuale: selezionando Original location il recupero avverrà nella stessa posizione dalla quale è stato fatto il backup, mentre Posizione alternativa consente di scegliere una nuova destinazione, da specificare nella casella che verrà proposta.

Notate l’opzione Run Direct, riproposta con altre tre funzioni di complemento:

  • Auto migrate after Run Direct is running consente di migrare automaticamente la macchina virtuale dopo il restore; esegue, insomma, uno snapshot di gestione;
  • Auto power on after Run Direct is running; questa opzione inizia a importare la macchina virtuale duranteil restore;
  • Use existing storage as VM working directory… ottimizza la velocità di utilizzo della macchina sullo storage di 1Backup, quindi è consigliabile utilizzarla.

Notate che selezionando tutte le opzioni relative a Run Direct eccetto la seconda, la macchina virtuale verrà ripristinata e avviata, ma tutte le modifiche e il ripristino vero e proprio saranno da eseguire in un secondo momento con hyper restore.
In ogni caso, fatte le impostazioni si clicca su Avanti (o Next) e si giunge così alla schermata seguente, che consente, se del caso, di definire una directory temporanea dove archiviare il file di ripristino, ovvero di accettare quella proposta per default dal programma.

Facendo clic su Avanti inizia il ripristino, che mostra la schermata seguente, nella quale c’è il solito indicatore di avanzamento a barra colorata. Alla fine del ripristino otteniamo l’esito, che se l’operazione è andata a buon fine è segnalato dal segno di spunta verde accanto al messaggio Ripristino completato.

Al solito, tornando alla schermata iniziale e facendo clic sul pulsante giallo Report possiamo ottenere un rapporto dettagliato su come è andato il ripristino appena eseguito e in generale sugli altri ripristini effettuati in precedenza.

Nel caso di restore con spuntata l’opzione Run Direct e quelle ad essa correlate, andando sul gestore delle macchine virtuali (sul client vSphere) ed eseguendo un refresh sull’hypervisor, vediamo, durante il restore, apparire (linea evidenziata) la VM appena copiata con il nome seguito da RunDirect, che quindi può essere eseguita anche senza averne effettuato il ripristino completo o la reinstallazione. La VM può quindi eseguire il boot pur non essendo stata completamente ripristinata, perché le prime cose ad essere trasferite sono i file di bootstrap.

Se clicchiamo sull’unità a disco ds1 e apriamo il contenuto, vedremo il contenuto con nella cartella Kerio Control Webinar la progressione della copia e nella Kerio Control Webinar.workdir.1 le cartelle ripristinate; una volta completata l’operazione di ripristino non bisognerà fare altro che un push sul server.

Concluso il restore, andando sul pannello di controllo di Sygma è possibile verificare le attività svolte dal job di backup, con un rapporto dettagliato (immagine seguente).

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