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Prevenire i danni da allagamento nei locali con attrezzature elettriche ed elettroniche

CoreTech   11 settembre 2011

Il problema

Prevenire gli allagamenti è fondamentale nei locali dove sono installate attrezzature elettroniche, nei data-center, dove ci sono i quadri elettrici ma anche opere d’arte che possono essere deteriorate dalla presenza di acqua. Non solo: per quanto sia meno importante, tutto ciò che può essere danneggiato dall’acqua va protetto, quindi ad esempio locali con importanti archivi cartacei, biblioteche, depositi di derrate alimentari. Dovunque non desiderata, l’acqua deve essere rilevata prontamente.

Non importa particolarmente quale sia la causa: il cattivo drenaggio dell’acqua piovana, la rottura di una tubazione, l’arrivo di acqua dalla strada dovuta a varie ragioni… In ogni caso, la presenza di acqua sul pavimento di locali che contengono beni deteriorabili va prevenuta, in special modo nei luoghi dove può creare gravi danni o pericolo, come nei locali in cui sono installati apparati elettrici ed elettronici.

Il rilevamento dell’acqua viene effettuato in vari modi, talvolta con sistemi piuttosto banali come coppie di contatti collegate a un minimo di elettronica e ad un avvisatore acustico; sistemi del genere, per quanto semplici ed economici, oggi sono superati.

La soluzione

AKCP offre la sua soluzione per prevenire gli allagamenti: l’accoppiata di Sensor Probe e del sensore di presenza acqua, permette di rilevare l’allagamento quando è all’origine, ossia quando ancora si può rimediare ai suoi effetti.

Questa soluzione non si limita a rilevare l’acqua e ad attivare un avvisatore acustico locale, ma sfrutta il più potente mezzo di comunicazione di oggi -il web- per segnalare l’allarme a distanza notificandolo via e-mail o su un sito Internet. In tal modo, si può notificare il problema al proprietario del locale sotto controllo o al personale preposto alla vigilanza, perché attivi le azioni del caso.

I Sensore

Il sensore è formato da una coppia di contatti metallici da appoggiare a suolo o su una parete in prossimità del suolo; quando l’acqua lambisce entrambi gli elettrodi, che vengono alimentati da Sensor Probe, permette lo scorrimento di una certa intensità di corrente e consente così di rilevarla. Il rilevamento è reso possibile dal fatto che l’acqua comune, di falda, di fiume o di mare, quindi anche quella di acquedotto, diversamente dall’acqua distillata presenta una certa resistenza elettrica, ovvero, una certa conducibilità, dovuta alla presenza di Sali minerali disciolti in forma ionica. Questi ioni consentono il trasporto dell’elettricità, che nell’acqua distillata, pura, non sarebbe possibile.

In realtà AKCP mette a disposizione anche un sensore basato su microprocessore, capace di rilevare persino l’acqua distillata (SpotWater Detector WS15), adatto anch’esso a lavorare abbinato sia a Sensor Probe, sia a Security Probe (l’unità AKCP che permette di realizzare sistemi di sicurezza) ed estensibile sino a 150 metri.

Per rilevare la presenza di acqua con questo sistema il sensore AKCP viene collegato ad una delle porte RJ45 riservate ai sensori; attraverso questa, Sensor Probe rileva la presenza di corrente e superata una certa soglia identifica il fenomeno come il bagnamento dei due contatti da parte dell’acqua.

L’unità Sensor Probe può identificare da sé i sensori collegati e in questo caso sa come deve comportarsi al rilevamento di presenza d’acqua, ovvero invia segnalazioni via e-mail o sul web ed eventualmente tramite SMS. Localmente, Sensor Probe può comandare relé e sirene d’allarme che avvisino dell’imminente allagamento. A Sensor Probe possono essere collegati tanti sensori di presenza acqua quanti sono i connettori per sensori intelligenti.

L'installazione

Perché il liquido venga correttamente rilevato, il sensore va collocato a terra rivolgendo al suolo le due lamine metalliche; questo permette di dare l’allarme quando l’acqua ha un livello di anche solo 1 millimetro. Per garantire la massima tempestività, è opportuno che il sensore sia collocato nel punto più basso del locale, giacché è quello dove l’acqua comincerà ad accumularsi.

Se invece interessa che l’allarme venga dato solo al superamento di un certo livello (questa condizione può concretizzarsi in luoghi dove di norma può essere presente acqua, come ad esempio la sentina delle imbarcazioni) allora il sensore va collocato su una parete del locale, tenendone i contatti rivolti indifferentemente verso la parete stessa o verso l’interno del locale; in tutti i casi, se i contatti si appoggiano su una parete o pavimento, questo deve essere in materiale elettricamente isolante, perché diversamente i falsi allarmi saranno all’ordine del giorno.

Il sensore esiste dotato di cavo di tre lunghezze e non con RJ45, perché ovviamente non può avere giunte a livello dell’acqua.

Una volta cablato l’impianto, ossia dopo aver collegato i cavi dei sensori a Sensor Probe ed aver collocato i sensori, si deve provvedere alla configurazione di Sensor Probe: allo scopo, basta connettere l’unità, tramite un cavo di rete o un hub o switch ad un computer (si può fare via LAN o da Internet, avendo cura di lasciare una porta del router aperta) e, mediante un browser Internet, accedere alla sua interfaccia web (è sufficiente digitare nella barra degli indirizzi del browser l’indirizzo IP assegnato a Sensor Probe).

La prima configurazione da fare riguarda l’impostazione dei parametri di rete, quindi dell’indirizzo IP da assegnare all’unità, ovvero della modalità DHCP, se la rete in cui Sensor Probe viene installato funziona con assegnazione dell’IP dinamico. Poi occorre configurare i parametri della connessione Internet e dell’e-mail, cosa necessaria per l’invio delle notifiche. Queste configurazioni sono meglio descritte qui.

Quanto alla configurazione dell’attività dei sensori, una volta aperta la connessione con Login, si va sulla scheda Sensors della finestera principale dell’interfaccia web; non bisogna preoccuparsi se appare la  maschera Temperature: basta fare clic su Liquid Detector e appare la schermata Sensor Description che riporta le indicazioni Water 1 Description e Water 2 Description dei sensori 

Realizzazione dellimpianto

Per realizzare un sistema di monitoraggio e controllo degli incendi bisogna disporre di un’unità Sensor Probe adatta a supportare i sensori di fumo impiegati: la gamma Sensor Probe dispone di unità da un minimo di 2 a un massimo di 60 porte, quindi può soddisfare praticamente tutte le esigenze. Laddove servisse un numero maggiore di sensori, basta impiegare due Sensor Probe e collegarli, tramite un hub, alla rete locale o al router per la connessione ad Internet, fermo restando che in questo caso ogni Sensor Probe dovrà avere un identificativo diverso, per evitare che gli alert dell’uno possano essere scambiati per quelli generati dall’altro.
Installati i Sensor Probe, che conviene collocare in luogo sicuro e protetto, bisogna disporre i sensori di fumo SKXX AKCP rammentando queste semplici regole:

 

– i sensori vanno fissati nella parte più alta del locale, ovvero, se il soffitto è a cupola o inclinato, nella sua sommità;
– i sensori non devono essere esposti a correnti d’aria, quindi non vanno vicini alle bocche d’uscita della ventilazione o aria condizionata;
– in linea di massima è ammissibile montare i sensori anche in locali dove c’è la ripresa dell’aria condizionata (la “bocca” che aspira l’aria dall’ambiente per mandarla al condizionatore) purché non siano troppo vicini;
– collegare i sensori possibilmente con cavi incassati e non esposti al calore.

Per la lunghezza dei cavi non esistono particolari problemi, in quanto ciascun sensore di fumo può essere collegato al corrispondente Sensor Probe in due modi, il primo dei quali prevede l’uso della connessione RJ45 (Sensor1-Sensor2) mentre il secondo si avvale degli input a contatto pulito. Più esattamente, se si usano gli input RJ45 il collegamento si realizza utilizzando cavo LAN di CAT5E lungo fino a 30 metri; se bisogna effettuare un collegamento a distanza maggiore, bisogna utilizzare l’uscita a contatto di cui il sensore è provvisto, accessibile mediante una morsettiera bipolare visibile sulla scatola delle connessioni accanto al connettore RJ45. In questo caso è possibile coprire distanze di 300 metri ma si può solo rilevare la condizione di sensore in allarme o a riposo. Il contatto del sensore può essere configurato come normalmente aperto (si chiude in caso di allarme) o normalmente chiuso (si apre in caso di allarme).
Per collegare l’SKxx a Sensor Probe mediante l’uscita a contatto pulito bisogna dotare Sensor Probe dell’apposito cavo di interfaccia che trasferisce sulle connessioni Sensor1 e Sensor2 lo stato di 5 contatti puliti ciascuno; ciò vale per Sensor Probe 2, 4 e 8, mentre per Sensor Probe x20 e x60 non serve, in quanto queste unità dispongono già di morsettiere per connettere i contatti puliti.
La connessione realizzata mediante i contatti puliti ha il vantaggio di poter gestire fino a 10 sensori di fumo (contro i 2 permessi usando l’interfaccia RJ45) con un Sensor Probe 2, e 40 con Sensor Probe 8; quindi nessun problema se bisogna realizzare impianti di monitoraggio per molti locali, come palazzine di uffici, residence o alberghi.

Schermata principale di Sensor Probe configurata per i sensori di presenza acqua.

Facendo clic sulla voce d’interesse (Liquid Detector) si configura il nome dell’installazione e l’attività del sensore, oltre al solito abbinamento a relé, sirena ecc. (Fig. 2).

Configurazione in Sensor Probe dell’attività del sensore di presenza acqua.

Durante il funzionamento, nella scheda Summary della finestra principale dell’interfaccia web appare la scritta Liquid Detector in verde se il sensore è asciutto e in rosso se rileva la presenza di acqua.

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