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4 importanti novità di Plesk

4 importanti novita di Plesk

15/11/17 Riccardo Gallazzi Blog

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RocketWeb, il piano Hosting offerto da CoreTech, utilizza Plesk: la piattaforma di gestione più famosa per il Web Hosting. Ma quali sono le importanti novità introdotte che rendono Plesk, ancora una volta, la soluzione al vertice del mercato?

Quando si vuole un sito Web, ci sono sostanzialmente due strade da scegliere.

O lo si ospita su di un proprio server - fisico o virtuale - gestendo tutto il necessario per farlo girare, come database, web server e il server stesso… Un compito che richiede competenze e un controllo continuoOppure ci si affida ad un Web Hosting Provider che, tramite un piano, fornisce tutto il necessario e si occupa della gestione e della sicurezza dell’infrastruttura sottostante: certo che un Partner fidato sta controllando dove e come gira il sito, potrai dedicarti con più serenità allo sviluppo.

Partiamo dal presupposto che tu abbia scelto la seconda strada e che tu abbia scelto come Partner fidato CoreTech e il suo piano RocketWeb Hosting. Saprai quindi che tutti i siti ospitati dal Provider di nuova generazione girano su Plesk, una delle principali soluzioni per la gestione del Web Hosting.

Se ancora non lo sai, ricordati che puoi verificare tu stesso l’affidabilità del servizio, richiedendo una prova gratuita e su misura per le tue esigenze!

CoreTech, conscia di quanto sia importante essere sempre aggiornati sulle novità di settore e dopo le molte trattazioni sull’argomento, ha pensato di analizzare brevemente quali sono state le 4 importanti news che, nel corso degli ultimi mesi, hanno arricchito Plesk, migliorandone le prestazioni, la sicurezza e la versatilità, confermando la piattaforma - ancora una volta - come soluzione al vertice di mercato.

Novità 1: siti dinamici veloci con PHP 7.1

I siti Web si dividono sostanzialmente in statici e dinamici. I primi sono pagine scritte in codice HTML che, da nome, sono ferme: come sono presenti sul server, così sono inviate al browser.

I siti dinamici invece sono generati al momento della richiesta da parte di chi visita il sito e sfruttano un linguaggio di programmazione; il più usato è PHP, rilevato nell’83% dei siti dinamici secondo il sito W3Techs.

PHP 7.1 è l’ultima versione del linguaggio, rilasciata quasi un anno fa e, naturalmente, è supportata da Plesk.

I vantaggi della versione 7 rispetto alla precedente versione 5 (...per chi se lo sta chiedendo, è stata saltata la versione 6) si traducono essenzialmente in una gestione migliore della sicurezza tramite risoluzione di bug e funzioni specifiche, in prestazioni migliori e una serie di funzioni nuove che trovano consenso tra gli sviluppatori.

Anche tra PHP 7.0 e PHP 7.1 il gap è netto: la nuova versione, come mostrano i benchmark, ha delle prestazioni migliori. Insomma, l’unico motivo per non adottare la nuova versione 7.1 ed avere un sito più veloce è legata a problemi di compatibilità. Le nuove versioni dei CMS più usati -WordPress, Joomla, Drupal, Prestashop, Magento- supportano PHP 7.1.

Creando un nuovo sito, spesso PHP 7.1 viene impostato di default. Se per motivi di compatibilità bisogna usare un’altra versione, con RocketWeb hosting è possibile farlo ed è inoltre possibile variare altre impostazioni del linguaggio di scripting.

Nella dashboard di gestione Plesk bisogna andare in PHP settings.

La pagina delle impostazioni è particolarmente ricca: la parte che più ci interessa è PHP version nel campo PHP support (che deve essere spuntato!). In View the phpinfo() page viene generato un report tramite la funzione phpinfo() che riassume diverse informazioni sulla versione di PHP utilizzata, configurazione, parametri e moduli attivi.  
Inoltre possono essere modificati, entro certi parametri stabiliti dal piano hosting scelto, varie impostazioni: memory_limit, max_execution_time, open_basedir, file_uploads, allow_url_fopen e tanti altri ancora.
In sostanza è l’analogo della modifica manuale del file php.ini che specifica le impostazioni di PHP.

Ulteriori informazioni su come impostare la versione di PHP nei piani hosting RocketWeb Hosting sono disponibili a questo indirizzo.

Novità 2: gestione del codice con Git

Gitman è l’estensione che porta su Plesk Git, il sistema di controllo versione del codice (“version control system”, VCS) più utilizzato al mondo.

L’idea di base è quella di avere un sistema che permetta di avere a disposizione varie versioni dei file, ognuna corrispondente ad un salvataggio (e quindi ad uno stato) particolare.

I vantaggi dell’uso di Git sono molteplici:

  • Diverse versioni dello stesso file
  • Ripristino di una versione precedente a quella attuale di un file
  • Storico delle modifiche con data, autore, note, etc..
  • Collaborazione tra più persone sullo stesso progetto
  • Sistema di branch che permette di creare un flusso di lavoro alternativo

 

In genere i siti vengono gestiti tramite FTP, ma questo comporta vari possibili problemi: file cancellati per errore o inavvertitamente posizionati nella cartella sbagliata, duplicati o caricati nonostante siano file riservati, lentezza in upload/download di un grande numero di file, difficoltà nel lavorare in più persone sullo stesso sito, nessun sistema di versioning dei file, nessun registro delle modifiche, etc.

Git risolve alla radice questi problemi grazie al suo funzionamento basato su repository e commit.

In questo articolo abbiamo trattato nel dettaglio i principi su cui si basa Git.

Con RocketWeb Hosting è molto semplice: la pagina di gestione Git si trova all’omonimo collegamento nella dashboard di controllo Plesk.

 

Da qui è possibile controllare il repository (selezione branch e percorso di pubblicazione, visualizzazione log, gestione impostazioni repo) e, se necessario, eseguire il pull che lo sincronizza con quello su cui sono presenti i file su cui si è lavorato, e pubblicarli con il tasto deploy.

 

Per conoscere più approfonditamente l’estensione Gitman per Plesk e come utilizzarla al meglio, leggi questo articolo!

Novità 3: certificati SSL con Let’s Encrypt

I certificati SSL, di cui abbiamo fatto una trattazione più approfondita in un altro articolo, sono alcuni dei più importanti fattori che contribuiscono al ranking nella SERP (Search Engine Results Page), e diversi browser, tra i quali Google Chrome e Mozilla Firefox, segnalano come non sicuri i siti che comunicano tramite HTTP in chiaro. Inoltre, il nuovo protocollo HTTP/2 funziona esclusivamente con connessione HTTPS, quindi è richiesto un certificato SSL.

Di offerte sui certificati SSL il web ne è pieno e per tirare un po’ di acqua al nostro mulino, non possiamo fare altro che segnalarvi i certificati distribuiti da CoreTech.

Ma non temete… perché se scegliete RocketWeb Hosting, dovete sapere che Plesk supporta Let’s Encrypt, la Certificate Authority (CA) controllata dall’organizzazione no-profit Internet Security Research Group (ISRG): lo scopo è quello di distribuire certificati SSL gratuiti di tipo DV da usare nei siti Web, per aumentare il livello di sicurezza e rispetto della privacy durante la navigazione in Internet. Nonostante sia un progetto relativamente giovane (la versione beta pubblica risale a dicembre 2015), sono stati già rilasciati più di 45 milioni di certificati SSL.

I punti fondamentali su cui si basa Let’s Encrypt sono:

  • Gratuito: chiunque possiede un dominio può usare Let’s Encrypt per ottenere un certificato a costo zero.
  • Automatizzato: la procedura per ottenere un certificato Let’s Encrypt è totalmente automatizzata e gestisce automaticamente il rinnovo del certificato.
  • Sicuro: Let’s Encrypt è una piattaforma che adopera best practices di sicurezza TLS avanzate, sia lato Certification Authority, sia lato utente offrendo un client responsabile per le richieste di rilascio/rinnovo/revoca certificato sicuro.
  • Trasparente: tutti i certificati rilasciati o revocati sono elencati in registri disponibili per consultazione a tutti.
  • Open: il protocollo automatico di rilascio e rinnovo è disponibile pubblicamente come standard aperto che può essere implementato in altri progetti.
  • Cooperativo: così come i protocolli alla base di Internet, anche Let’s Encrypt è il risultato di un lavoro collettivo di una comunità al di fuori del controllo di una singola organizzazione.

In RocketWeb Hosting la modalità di installazione è facile, veloce e senza errori: bastano letteralmente pochi click!

Infatti è sufficiente accedere alla dashboard di gestione del proprio sito e selezionare Let’s Encrypt.

Si accede al pannello per la creazione del certificato: inserire l’indirizzo email del webmaster (viene utilizzato per avvisi importanti da parte della CA e per il recupero delle chiavi perse) e indicare se includere il sottodominio www (opzione consigliata). Quindi è sufficiente premere Install per installare il certificato.

Questo andrà poi abilitato in SSL/TLS Certificates alla voce Certificate.

Il supporto ai certificati SSL deve essere abilitato in Hosting Settings, sezione Security, opzione SSL/TLS Support.

Il certificato è valido per 30 giorni, e viene rinnovato automaticamente da Plesk.

Novità 4: analisi ed ottimizzazione del sito con Google Page Speed Insight

Parlando dei certificati SSL abbiamo visto che uno dei fattori che contribuisce ad un buon ranking nella SERP è, appunto, la presenza di un certificato SSL; un altro importante elemento è la velocità di caricamento del sito: più un sito è veloce, e più Google lo valorizza nel ranking.

Ci sono varie cause che contribuiscono alla lentezza di un sito, su tutte un Web Hosting Provider inaffidabile e con un’infrastruttura non all’avanguardia. Ma anche nell’ipotesi che ci si affidi ad un Provider di punta, il sito potrebbe risultare lo stesso lento: è segno che qualcosa nella sua realizzazione non va.

Google ha realizzato PageSpeed Insight, un utile strumento che individua gli elementi che contribuiscono alla lentezza del sito.

Il test si esegue accedendo a questa pagina: si inserisce l’indirizzo da testare, il sistema esegue i controlli necessari e infine fornisce una pagina con il risultato. Questo è calcolato in centesimi, e più è alto e meglio è secondo gli standard di Google. Non solo: il punteggio è calcolato sia per computer desktop sia per dispositivi mobile, vista la loro crescente diffusione e la sempre maggior percentuale di pagine Web visualizzate da smartphone o tablet.

Inoltre, vengono forniti dei suggerimenti su come sistemare eventuali problemi riscontrati, così da sapere come ottimizzare le risorse e migliorare il tempo di caricamento del sito.

Ma misurare una tantum le prestazioni non è sufficiente, così come non è comodo dover ogni volta andare su un sito Internet. Per questo Plesk ha creato l’estensione Google PageSpeed che consente di accedere ed eseguire il test all’interno dell’interfaccia di Plesk e ottenere report dettagliati. Idealmente occorre eseguire periodicamente il test per assicurarsi di avere sempre un sito veloce e reattivo.
E se PageSpeed Insights può comprimere i file statici, l’estensione fornisce un link per scaricare un archivio con i file ottimizzati da caricare su server e sostituire a quelli in uso.

Per accedere a questa estensione basta andare nella dashboard di controllo Plesk e selezionare Google PageSpeed Insights.

Il sistema eseguirà il test, al termine del quale fornisce una pagina riassuntiva con punteggio totalizzato, link per scaricare i contenuti ottimizzati e risultati dettagliati del test, con suggerimenti su cosa e come sistemare.


Knowledge Base su 1Backup e Plesk

Local Copy e Seed LoadInstallazione Agente di 1Backup WindowsInstallazione Agente di 1Backup MacInstallazione Agente di 1Backup GNU Linux e SolarisConfigurazione tramite interfaccia graficaAttivazione Backup-SetSystem TryFinestra di LoginFinestra principale 1BackupProfilo utente 1BackupConfigurazioni generali di 1BackupScheda selezione fileScheda PianificazioneScheda EncryptionPolitica di RetenzioneScheda strumento di linea di comandoScheda copia localeScheda opzioniProcesso di Backup tipo FilesystemAvviare backup tipo Filesystem manualmenteRequisiti e raccomandazioni installazione Agent per Backup SQLRipristino Backup SQL ServerRequisiti e raccomandazioni MySQLProcesso Backup MySQL1Backup – Installazione, disinstallazione o processo di Backup si blocca su Windows 10 v.1903 con antivirus installatoCome riattivare automaticamente il computer dalla sospensioneCome riattivare automaticamente il Mac dalla sospensione1Backup Server – Windows System BackupSeed Load backup1Backup Come creare un Pre-command e Post-command per effettuare backup su NASEseguire Index Rebuild e controllo CRCBackup di VMWare Fusion con 1Backup su MacOS1Backup – Come pianificare i job su server con hostname identiciRipristino backup MySQLCreare un Backup Set per MySQLProcesso di Backup SQL1Backup: il backup di MSSQLConfigurazione del servizioGuida configurazione del servizio Versione 7Centralizza nel cloud il Backup dei clientiBackup GDPR compliant su Cloud, con 1Backup1Backup e Office 365: come eseguire il backup1Backup: usare gli agenti Nas e QNAPSicurezza dei dati in Cloud con 1Backup1Backup applicato alle macchine virtualiConfigurazioni generali backupset di 1BackupCriteri di conservazione (retention)Finestra di Login 1BackupFinestra principale 1Backup serverProfilo utente 1Backup serverScheda Destinazione locale cloud o altroScheda Origine 1backupScheda Programma di backupAggiornamento alla versione 7Come creare il job di backup per una VM con 1BackupMessaggio di Missed BackupBackup Configurazione / Spostamento su un nuovo serverIntroduzione a Back-up

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